Archive for giugno, 2010

CARCERE PREVENTIVO: IL LIMITE CANCELLATO

Pierluigi Battista, Corriere della Sera, 29 giugno 2010

Un persona è costituzionalmente innocente fino a verdetto definitivo: sempre che valgano ancora le regole dello Stato di diritto.

Se sono colpevoli o innocenti, lo si appurerà nel processo. Quando, se condannati, meriteranno il carcere. Appunto: se condannati. Mentre la prolungata custodia cautelare è sempre carcere (anche se domiciliare), ma senza condanna stabilita da un verdetto giudiziario. Una condanna preventiva. Una sanzione anticipata. Come se i tempi (mostruosamente dilatati) della giustizia non tenessero conto dei tempi della persona. Costituzionalmente innocente fino a verdetto definitivo: sempre che valgano ancora le regole dello Stato di diritto.

Princìpi elementari, quasi ovvii nel catechismo garantista che pure è la base dello Stato di diritto in cui abbiamo l’impressione di vivere. Ma che l’opinione pubblica, esacerbata dal moltiplicarsi di corruzione e di crimini contro il bene pubblico, tende a dimenticare. Anche nel caso degli indagati per il giro di false fatturazioni e di riciclaggio.

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06 2010

LA LETTERA. IL PADRE DELL’INGEGNERE BRUNO ZITO

Corriere della Sera, 25 giugno 2010

Il caso Fastweb e mio figlio in cella da quattro mesi. Chi sa spiegarmi perché?
Mi viene il sospetto che si voglia usare la detenzione per fiaccarlo in vista di chissà quali altri scopi.

Oggi è prevista l’ udienza in Cassazione sulla vicenda Fastweb e Sparkle (una controllata di Telecom Italia). Esplosa nel febbraio scorso, ha investito i vertici delle due aziende, incluso l’ ad di Fastweb Silvio Scaglia. Le indagini riguardano un maxi riciclaggio da 2 miliardi di euro con false fatturazioni.

Ieri il Financial Times ha sostenuto, con un commento di Paul Betts, che il caso Scaglia «mina la credibilità della giustizia italiana. Domani la Cassazione ha l’ opportunità di ristabilire in qualche modo fiducia sulla correttezza di base del sistema giudiziario italiano».

Caro direttore,
siamo i familiari dell’ingegner Bruno Zito, coinvolto nel caso Fastweb, che dal 23 febbraio scorso è detenuto nel carcere di Rebibbia a Roma, in regime di custodia cautelare.
Non entriamo nel merito della vicenda sulla quale si pronunceranno a tempo debito i magistrati giudicanti. Possiamo solo dire che siamo sicuri che l’innocenza del nostro congiunto verrà pienamente riconosciuta.
Vorremmo sottoporre invece alla sua attenzione, e a quella dei lettori, come cittadini di questo Paese, un problema che crediamo non sia di poco rilievo. È giusto che una persona, che peraltro non ha mai avuto a che fare in precedenza con la giustizia, sia privata della libertà personale e resti così a lungo in carcere quando non ricorre nessuno dei presupposti che giustificano, a termini di legge, la sua carcerazione preventiva?
Vogliamo sottolineare, al proposito, che nemmeno i magistrati fanno riferimento, nella ordinanza di custodia cautelare, al pericolo di fuga. Sarebbe assurdo pensare, infatti, che il nostro familiare, che non è fuggito nei tre anni trascorsi tra la notifica dell’avviso di garanzia e l’arresto, possa farlo oggi, abbandonando la moglie e, soprattutto, i figli che non vede da quasi quattro mesi.
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06 2010

APPROFONDIMENTI

NONSOLOCARCERE: il nostro foglio esce a Bologna in allegato al giornale di strada “Piazza Grande”

Nonsolocarcere - immagine

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Nonsolocarcere

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06 2010