GIUSTIZIA: rapporto fra carcere e società segnato dal fallimento
Roberto Merlo, Social News, 18 dicembre 2009
Il fallimento dell’interazione fra carcere e società è dovuto alla scarsità di interventi per ridurre le recidive, alla poca attenzione nei processi di risocializzazione, alla residualità del sistema di pene “alternative”.
Il mio contributo vuole porre l’attenzione su tre questioni pragmatiche che rendono, a volte, fallimentare la volontà di costruire un’interazione tra carcere e società finalizzata al reinserimento in quest’ultima. Ci sono ben altre questioni che coinvolgono l’esistenza stessa, nella forma attuale, del sistema di espiazione della pena, le condizioni proibitive di vita in carcere, e così via. Non le sottovaluto, certo.
Semplicemente, le considero più importanti di queste tre, ma, sostanzialmente, bloccate nella loro possibilità di produrre, per ora, proposte fattibili.
Le tre questioni che voglio sottolineare sono le seguenti: la scarsità di interventi sul versante della modifica della rappresentazione sociale del carcere, del carcerato, della pena ecc. e il fatto che tutto ciò produca difficoltà sul versante della risocializzazione e della diminuzione delle recidive; la poca attenzione che viene posta, nei processi di risocializzazione, al complesso di competenze e capacità che i singoli detenuti possiedono per affrontare con successo quel processo per loro così importante e difficile; la residualità, ancora oggi, del sistema di pene “alternative” alla detenzione, quale pratica attuativa del dettato costituzionale.