Archive for gennaio, 2010

GIUSTIZIA: rapporto fra carcere e società segnato dal fallimento

Roberto Merlo, Social News, 18 dicembre 2009

Il fallimento dell’interazione fra carcere e società è dovuto alla scarsità di interventi per ridurre le recidive, alla poca attenzione nei processi di risocializzazione, alla residualità del sistema di pene “alternative”.

Il mio contributo vuole porre l’attenzione su tre questioni pragmatiche che rendono, a volte, fallimentare la volontà di costruire un’interazione tra carcere e società finalizzata al reinserimento in quest’ultima. Ci sono ben altre questioni che coinvolgono l’esistenza stessa, nella forma attuale, del sistema di espiazione della pena, le condizioni proibitive di vita in carcere, e così via. Non le sottovaluto, certo.
Semplicemente, le considero più importanti di queste tre, ma, sostanzialmente, bloccate nella loro possibilità di produrre, per ora, proposte fattibili.

Le tre questioni che voglio sottolineare sono le seguenti: la scarsità di interventi sul versante della modifica della rappresentazione sociale del carcere, del carcerato, della pena ecc. e il fatto che tutto ciò produca difficoltà sul versante della risocializzazione e della diminuzione delle recidive; la poca attenzione che viene posta, nei processi di risocializzazione, al complesso di competenze e capacità che i singoli detenuti possiedono per affrontare con successo quel processo per loro così importante e difficile; la residualità, ancora oggi, del sistema di pene “alternative” alla detenzione, quale pratica attuativa del dettato costituzionale.

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01 2010

RICORDO DI LEO

da “Parole oltre il muro”, 2002

E’ il suo ricordo che rende così particolare questo periodo della mia vita, caratterizzato ancor più dal luogo di prigionia in cui sono rinchiuso da qualche anno.
Ero stato da poco arrestato e chiuso nel carcere di Parma. Insolitamente occupavo una cella da solo, non mi dispiaceva, ma ero ben consapevole che presto qualcuno sarebbe arrivato a dividerla con me.
Purtroppo questo genere di albergo non rimane mai, tanto a lungo, con posti letto liberi.
Infatti, poco dopo, mi arrivò un coinquilino.
Ricordo il suo ingresso in cella, reggeva il suo cuscino, la coperta, le lenzuola, gavette ecc.
Non appoggiò tutto subito sul letto, ma si fermò sulla porta, fece il giro della cella con gli occhi, poi li fermò su di me e disse: “Ciao, io sono Leonard” allungando la mano…”Io Ervin” risposi. Era un mio compaesano, scappato come me dall’Albania, in cerca di una vita migliore. Diventammo amici subito, era molto simpatico, mi faceva ridere.
Nonostante il luogo in cui ci trovavamo, era come avvolto da un alone di euforia che lo rendeva sempre allegro. Gli piaceva parlare, lo faceva in continuazione.

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01 2010

LEGGI A CONFRONTO

NONSOLOCARCERE: LA PENA UTILE

Un progetto presentato dal Centro di Servizio per il Volontariato di Piacenza – Svep con tre associazioni di volontariato penitenziario: “Oltre il muro” di Piacenza, “Carcere-Città” di Modena, “Con-tatto” di Forlì.

Non solo carcere


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01 2010